Muhammad Yunus, il banchiere dei poveri
Mohammad Yunus, premio nobel per la pace 2006 e fondatore del sistema creditzio meglio noto come microcredito, si trovava ieri a Roma per sostenere la sua lectio magistarlis presso l'ateneo di Roma3, un successo.
L' idea geniale di questo economista nasce dalla stessa miseria che lo circondava nelle strade del Bangladesh.
Per approfondire, riporto alcuni passi dell'articolo apparso ieri sul Manifesto da lui scritto:" Nel 1974, trovai che era difficile insegnare teorie economiche nelle aule universitarie sullo sfondo di una terribile carestia in Bangladesh. Improvvisamente sentii l'inutilità di fronte alla fame e alla povertà schiaccianti." Poi ancora:" ..provai a persuadere la banca che era nel campus (dell'università) a prestare i soldi ai poveri. Non funzionò. Non erano d'accordo. La banca disse che i poveri non erano affidabili. Molti mesi dopo, essendo falliti tutti i miei tentativi, mi offrii come garante dei prestiti ai poveri. Fui stordito dai risultati. I poveri ripagarono tutte le rate dei prestiti, puntuali ogni volta!"
".. fu allora che decisi di creare una banca a sè per i prestiti ai poveri, cosa che riuscii poi a fare nel 1983. La chiamai Grameen Bank o Banca del Villaggio."
Oggi Grameen Bank da prestiti a sette milioni di poveri di cui il 97% sono donne, in 73000 villaggi del Bangladesh.
Il totale cumulato dei prestiti dati dalla banca finora ammonta a 6 miliardi di dollari con un tasso di rimborso del 99%. Grameen Bank fa profitti normali. Finanziariamente è auto sufficiente, i depositi e le risorse della banca ammontano al 143% di tutti i prestiti.
Secondo le ricerche interne della Grameen Bank il 58% dei creditori ha superato la soglia di povertà.
A Yunus ,del resto , piace ricordare con un interogativo semplice ma allo stesso modo disarmante: "Perchè prestare i soldi a chi li ha già?" questo il filone di pensiero sostiene il progetto del premio nobel il quale nelle sue dissertazioni romane ha inserito altri importanti elementi di economia politica quali economia sociale e la figura dell'imprenditore sociale. In breve: gli investitori nell'impresa sociale che hanno investito nella società, potranno avere indietro il denaro investito ma non prenderanno alcun dividendo dalle società. I profitti reinvestiti nella società serviranno per espandere il suo campo d'azione. A cui aggiunge il progeto di una borsa sociale per finanziare questo nuovo mercato.
Concetti che se da un lato possono sembrare utopici fanno gioco sulla forza di un uomo che da nulla è riuscito a creare un istituto creditizio come quello sopra descritto. Un altro mondo è possibile? Esempi come questo fanno ben sperare.
Perchè parlare di Muhammad Yunus in un blog, come questo, di politica locale?
Innanziututto per rendere omaggio ad una grande personalità e ad un premio Nobel per la pace, inoltre per portare un esempio, un grande esempio, di come la politica fatta dalla gente per la gente (b2b ovvero bottom to bottom dal basso verso il basso) in pratica quando gli autori delle politiche coincidono con i destinatari, queste non possono essere che buone.
Yunus per il suo progetto è partito dall'unità politica più semplice: il villaggio. Ha cercato la collaborazione dei suoi concittadini, ne ha ottenuto la fiducia e ha costruito un solido istituto bancario che ora persegue autonomamente le sue politiche.
Allo stesso modo, traslando il paragone, è necessario riscoprire le unità della politica (circoscrizioni, comitati di quartiere) in modo che le decisioni che vengono prese siano quelle aspettate dalla cittadinanza e non quelle imposte dalla dirigenza.
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